Questo è il video relativo ad un convegno svoltosi nel 2008 a Castellammare sul tema del bacino di carenaggio che avrebbe dovuto trainere lo sviluppo della città e del suo cantiere navale.
A tutt'oggi, dopo 2 anni e dopo un cambio di amministrazione, di questo bacino di carenaggio pare non se ne faccia più nulla, è stao polverizzato l'accordo programmatico tra i comuni interessati, l'Autorità portuale di Napoli, la Fincantieri spa e la Regione Campania firmato proprio nel 2008, e la fincantieri rischia la chiusura....ALLA FACCIA DELLO SVILUPPO!!!!!
venerdì 24 settembre 2010
La Fincantieri di Castellammare ad Anno Zero
La situazione di Castellammare mette a rischio la tenuta della Giunta Caldoro...
i politici non possono distruggere 300 anni di storia della cantieristica italiana...
la polveriera sta per scoppiare a causa dell'applicazione del cosidetto Modello Marchionne in tutti i settori industriali e l'accordo, perchè di accordo si tratta, tra Tremonti e Fincantieri per chiudere i cantieri del sud (e quello di genova dove le amministrazioni comunale e regionale sono di sinistra) e favorire quelli del nord est è ormai noto a tutti...se questa bomba scoppiasse davvero si potrebbe avere conseguenze tragiche....
i politici non possono distruggere 300 anni di storia della cantieristica italiana...
la polveriera sta per scoppiare a causa dell'applicazione del cosidetto Modello Marchionne in tutti i settori industriali e l'accordo, perchè di accordo si tratta, tra Tremonti e Fincantieri per chiudere i cantieri del sud (e quello di genova dove le amministrazioni comunale e regionale sono di sinistra) e favorire quelli del nord est è ormai noto a tutti...se questa bomba scoppiasse davvero si potrebbe avere conseguenze tragiche....
La polveriera Fincantieri di Castellammare di Stabia
La vertenza Fincantieri è orma i diventata un’ordigno che può esplodere in qualsiasi momento!
Sono circa 7500 i metalmeccanici, tra dipendenti diretti e indotto, che rischiano di perdere definitivamente il posto di lavoro. E rischiano la chiusura due siti storici della cantieristica navale italiana: Castellammare di Stabia (Napoli) e Riva Trigoso (Genova).
A Castellammare sono circa 2000 i posti di lavoro in bilico!
La giunta regionale campana e il governo sembrano non considerare affatto la richiesta dei lavoratori di convocare un tavolo e discutere il piano industriale con i sindacati.
Anzi, quanto del piano industriale dell’azienda è emerso sabato nelle pagine di “la Repubblica” ipotizza un futuro tutt’altro che roseo, la chiusura definitiva dello stabilimento.
Ormai, si è giunti così al terzo giorno di sit-in all’esterno dei cancelli dello stabilimento, dopo il blocco della statale sorrentina organizzato ieri dai sindacati; alcuni operai sono saliti su una gru e sembrano non intenzionati a scendere.
“Cari commercianti, cittadini e studenti, - hanno scritto gli operai in una lettera aperta alla città - il nostro cantiere purtroppo, come riportato in un articolo pubblicato su “La Repubblica” sabato scorso riguardante il piano di ristrutturazione Fincantieri 2010-2014 redatto dal nostro amministratore delegato Giuseppe Bono, è destinato a chiudere. Da questa notizia emersa, lo stesso amministratore fino ad oggi non ha dato alcuna smentita, continuando però a ribadire che senza il bacino di carenaggio il cantiere non ha futuro. Questa notizia è sconvolgente per noi ma soprattutto per tutta la città, anche perché si tratta dell’unica realtà industriale che occupa circa 2mila persone tra dipendenti Fincantieri e dipendenti dell’indotto. Per questo vi chiediamo di partecipare venerdì 24 settembre ad una manifestazione che partirà da piazza Amendola. Inoltre il giorno 1 ottobre in massa parteciperemo ad uno sciopero che si svolgerà a Roma proprio per la cantieristica navale, e in quella stessa giornata vi chiediamo di serrare almeno per un’ora le vostre attività commerciali in segno di solidarietà nei nostri confronti. Sappiamo che chiediamo uno sforzo enorme, ma solo così riusciremo a smuovere questa situazione, da soli non riusciremo a vincere e abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si che questa città torni ad una normale situazione economica dove tutti noi avremmo la possibilità di spendere i nostri guadagni presso le vostre attività”.
Quello che è certo, affermano ancora gli operai, è che «la protesta andrà avanti giorno dopo giorno secondo l'evoluzione della trattativa che si dovrà aprire».
A tutt’oggi,comunque, il principale bersaglio della loro protesta è duplice: da una parte il Governo, orfano di una pur banale programmazione di politica industriale, dall’altra la Regione, che sembra assecondare la volontà a trazione settentrionale di Tremonti.
«Diciamo alla politica, scrivono i lavoratori, che la smettano di infierire sul Mezzogiorno. Fincantieri di Castellammare vivrà se si fa il bacino di costruzione. Era stato promesso ed erano stati avviati studi di fattibilità», ma finora, nonostante il cambio di amministrazione, non se n’è fatto nulla.
Questo è un gioco al massacro, purtroppo…
Ancora una volta vince il modello Marchionne, anche quando si passa dal privato al pubblico.
Sono circa 7500 i metalmeccanici, tra dipendenti diretti e indotto, che rischiano di perdere definitivamente il posto di lavoro. E rischiano la chiusura due siti storici della cantieristica navale italiana: Castellammare di Stabia (Napoli) e Riva Trigoso (Genova).
A Castellammare sono circa 2000 i posti di lavoro in bilico!
La giunta regionale campana e il governo sembrano non considerare affatto la richiesta dei lavoratori di convocare un tavolo e discutere il piano industriale con i sindacati.
Anzi, quanto del piano industriale dell’azienda è emerso sabato nelle pagine di “la Repubblica” ipotizza un futuro tutt’altro che roseo, la chiusura definitiva dello stabilimento.
Ormai, si è giunti così al terzo giorno di sit-in all’esterno dei cancelli dello stabilimento, dopo il blocco della statale sorrentina organizzato ieri dai sindacati; alcuni operai sono saliti su una gru e sembrano non intenzionati a scendere.
“Cari commercianti, cittadini e studenti, - hanno scritto gli operai in una lettera aperta alla città - il nostro cantiere purtroppo, come riportato in un articolo pubblicato su “La Repubblica” sabato scorso riguardante il piano di ristrutturazione Fincantieri 2010-2014 redatto dal nostro amministratore delegato Giuseppe Bono, è destinato a chiudere. Da questa notizia emersa, lo stesso amministratore fino ad oggi non ha dato alcuna smentita, continuando però a ribadire che senza il bacino di carenaggio il cantiere non ha futuro. Questa notizia è sconvolgente per noi ma soprattutto per tutta la città, anche perché si tratta dell’unica realtà industriale che occupa circa 2mila persone tra dipendenti Fincantieri e dipendenti dell’indotto. Per questo vi chiediamo di partecipare venerdì 24 settembre ad una manifestazione che partirà da piazza Amendola. Inoltre il giorno 1 ottobre in massa parteciperemo ad uno sciopero che si svolgerà a Roma proprio per la cantieristica navale, e in quella stessa giornata vi chiediamo di serrare almeno per un’ora le vostre attività commerciali in segno di solidarietà nei nostri confronti. Sappiamo che chiediamo uno sforzo enorme, ma solo così riusciremo a smuovere questa situazione, da soli non riusciremo a vincere e abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si che questa città torni ad una normale situazione economica dove tutti noi avremmo la possibilità di spendere i nostri guadagni presso le vostre attività”.
Quello che è certo, affermano ancora gli operai, è che «la protesta andrà avanti giorno dopo giorno secondo l'evoluzione della trattativa che si dovrà aprire».
A tutt’oggi,comunque, il principale bersaglio della loro protesta è duplice: da una parte il Governo, orfano di una pur banale programmazione di politica industriale, dall’altra la Regione, che sembra assecondare la volontà a trazione settentrionale di Tremonti.
«Diciamo alla politica, scrivono i lavoratori, che la smettano di infierire sul Mezzogiorno. Fincantieri di Castellammare vivrà se si fa il bacino di costruzione. Era stato promesso ed erano stati avviati studi di fattibilità», ma finora, nonostante il cambio di amministrazione, non se n’è fatto nulla.
Questo è un gioco al massacro, purtroppo…
Ancora una volta vince il modello Marchionne, anche quando si passa dal privato al pubblico.
giovedì 23 settembre 2010
Le mie richieste all'Osservatorio Provinciale sui Rifiuti
Spett. Responsabili Osservatorio Provinciale sui Rifiuti,
Spett. Sindaco di San Giorgio del Sannio, Giorgio Nardone
p. c. Spett. Assessore Rifiuti, Giuseppe Saccavino,
p.c. Spett. Assessore Provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto
OGGETTO: Rilevazione di incongruenze tra quanto indicato dal Calendario di deposito dei rifiuti del Comune di San Giorgio del Sannio (Bn) e i suggerimenti per una corretta differenziazione dei rifiuti presenti sul sito dell’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti (www.oprbn.it) – Osservazioni relative al monitoraggio sui rifiuti nel territorio di San Giorgio del Sannio da parte di Rete Rose Rosse
Nell’ambito dell’azione di monitoraggio sul territorio che la Rete delle Rose Rosse sta facendo per provare ad analizzare quali possono essere le motivazioni che hanno determinato un calo nella percentuale della raccolta differenziata a San Giorgio del Sannio a partire dal mese di Luglio (così come evidenziato su alcuni organi di stampa dall’Assessore Comunale al ramo Giuseppe Saccavino) e che stanno determinando una sempre maggiore presenza nelle strade del paese di rifiuti di ogni genere, siamo arrivati alla considerazione, attraverso rilevazioni da parte di membri della nostra associazione, che alcune delle cause o, comunque, delle concause, sembrerebbero essere le seguenti:
■Il mancato rispetto del calendario di deposito dei rifiuti ovvero il conferimento dei rifiuti (suddivisi per categoria) da parte di numerosi cittadini in giorni che non corrispondono a quelli previsti dal calendario per quella determinata categoria. Ciò determina la mancata raccolta da parte degli addetti e la giacenza dei rifiuti in strada almeno fino al primo giorno utile per la loro raccolta, o, addirittura, in alcuni casi, la rottura dei sacchetti e il rovesciamento dei rifiuti in strada con conseguenze anche di tipo igienico sanitario (ad es. l’ aumento della presenza in strada di scarafaggi e topi nonché l’odore nauseabondo dei rifiuti stessi, situazioni che tendono ad aggravarsi durante i periodi di particolare caldo o di pioggia insistente)
■La non corretta differenziazione dei rifiuti ovvero il conferimento di numerosi rifiuti non corrispondenti ad ogni specifica categoria nel sacco relativo appunto a quella specifica categoria. A tale proposito, abbiamo potuto vedere nei nostri giri di osservazione, che numerosi sangiorgesi conferiscono i monouso in plastica usati (e in particolare ci riferiamo a piatti e bicchieri in plastica e più in generale a tutti i monouso in plastica od alluminio SPORCHI) nel sacco giallo della plastica e non nell’indifferenziato come indicato dal calendario di deposito distribuito dal Comune. Inoltre, e qui veniamo nello specifico all’argomento oggetto di questa nostra nota, abbiamo verificato alcune differenze, secondo noi non di poco conto, tra quando indicato dal Calendario di deposito dei rifiuti del Comune di San Giorgio e i suggerimenti per una corretta differenziazione dei rifiuti presenti sul sito dell’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti, differenze che possono indurre in errore i cittadini. Abbiamo rilevato, infatti, e ciò si può verificare confrontando direttamente il Calendario e le pagine del sito relative ai consigli per una corretta raccolta differenziata, che ad es. a San Giorgio le salviette di carta unte vengono conferite nell’umido mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirle nell’indifferenziato, che il polistirolo e le buste di plastica a San Giorgio vengono conferite nella plastica mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirle nell’indifferenziato, che il tetrapak a san Giorgio viene conferito nella carta mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirlo nell’indifferenziato. In altre pagine del sito (quelle relative ai consigli utili), poi, abbiamo letto che “E' possibile conferire anche i contenitori in poliaccoppiato (tetra-brik) del latte o dei succhi di frutta preventivamente sciacquati nella carta” ma ci è parso di capire che tali consigli si riferissero alla raccolta differenziata che non utilizza ancora la metodologia del Porta a Porta. Sta di fatto, comunque, che, non essendo stata fatta di recente a San Giorgio del Sannio alcuna campagna di sensibilizzazione della cittadinanza volta a stimolare una maggiore attenzione al corretto conferimento dei rifiuti secondo le modalità e il calendario prestabiliti, i cittadini o provano a trovare da sé delle informazioni ma, come abbiamo segnalato nel caso del sito dell’Osservatorio provinciale, finiscono per confondersi ancora di più oppure, alla fine preferiscono non differenziare proprio i rifiuti e mescolano tutto nei classici sacchi neri o nelle buste con la pubblicità di un noto ipermercato della zona. E qui veniamo alla terza causa, o concausa, che ci pare possa essere rilevante
■La totale negligenza rispetto alla raccolta differenziata ed il conferimento di sacchi contenenti rifiuti di tutti i tipi in luoghi periferici del paese o nelle colline circostanti o sulle piazzole dell’autostrada. Non è necessario fare un monitoraggio specifico ma basta farsi un giro per i dintorni di San Giorgio del Sannio o sulle colline limitrofe, in particolare nella zona delle Surte tra Montefusco (Av) e San Martino Sannita (Bn), oppure attraversare in auto il raccordo autostradale che da San Giorgio porta a Benevento, per vedere di persona lo scempio di sacchetti sparsi ovunque, di materassi, di copertoni, di reti da letto, di scaldabagni, stendibiancheria, antenne televisive e quant’altro, depositati dentro e fuori il centro abitato e in mezzo alla natura.
Alla nostra richiesta di chiarimenti sulla corretta modalità di fare la raccolta differenziata nella provincia di Benevento e alle nostre considerazioni in merito, aggiungiamo, infine, una domanda: visto che la Polizia Municipale di San Giorgio del Sannio, da noi informalmente interpellata sull’argomento, ci ha fatto sapere, sempre in via informale, che non possono esser fatti controlli se non su ordine dell’Amministrazione Comunale e che le contravvenzioni possono essere elevate solo nel caso in cui un cittadino venga, per così dire, colto sul fatto mente deposita illegittimamente dei rifiuti, non differenziati o meno, chi deve controllare il corretto svolgimento della raccolta differenziata? Chi deve vigilare sul rispetto del calendario di conferimento dei rifiuti? Chi deve provvedere alla rimozione delle mini discariche urbane ed extraurbane?
Spett. Sindaco di San Giorgio del Sannio, Giorgio Nardone
p. c. Spett. Assessore Rifiuti, Giuseppe Saccavino,
p.c. Spett. Assessore Provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto
OGGETTO: Rilevazione di incongruenze tra quanto indicato dal Calendario di deposito dei rifiuti del Comune di San Giorgio del Sannio (Bn) e i suggerimenti per una corretta differenziazione dei rifiuti presenti sul sito dell’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti (www.oprbn.it) – Osservazioni relative al monitoraggio sui rifiuti nel territorio di San Giorgio del Sannio da parte di Rete Rose Rosse
Nell’ambito dell’azione di monitoraggio sul territorio che la Rete delle Rose Rosse sta facendo per provare ad analizzare quali possono essere le motivazioni che hanno determinato un calo nella percentuale della raccolta differenziata a San Giorgio del Sannio a partire dal mese di Luglio (così come evidenziato su alcuni organi di stampa dall’Assessore Comunale al ramo Giuseppe Saccavino) e che stanno determinando una sempre maggiore presenza nelle strade del paese di rifiuti di ogni genere, siamo arrivati alla considerazione, attraverso rilevazioni da parte di membri della nostra associazione, che alcune delle cause o, comunque, delle concause, sembrerebbero essere le seguenti:
■Il mancato rispetto del calendario di deposito dei rifiuti ovvero il conferimento dei rifiuti (suddivisi per categoria) da parte di numerosi cittadini in giorni che non corrispondono a quelli previsti dal calendario per quella determinata categoria. Ciò determina la mancata raccolta da parte degli addetti e la giacenza dei rifiuti in strada almeno fino al primo giorno utile per la loro raccolta, o, addirittura, in alcuni casi, la rottura dei sacchetti e il rovesciamento dei rifiuti in strada con conseguenze anche di tipo igienico sanitario (ad es. l’ aumento della presenza in strada di scarafaggi e topi nonché l’odore nauseabondo dei rifiuti stessi, situazioni che tendono ad aggravarsi durante i periodi di particolare caldo o di pioggia insistente)
■La non corretta differenziazione dei rifiuti ovvero il conferimento di numerosi rifiuti non corrispondenti ad ogni specifica categoria nel sacco relativo appunto a quella specifica categoria. A tale proposito, abbiamo potuto vedere nei nostri giri di osservazione, che numerosi sangiorgesi conferiscono i monouso in plastica usati (e in particolare ci riferiamo a piatti e bicchieri in plastica e più in generale a tutti i monouso in plastica od alluminio SPORCHI) nel sacco giallo della plastica e non nell’indifferenziato come indicato dal calendario di deposito distribuito dal Comune. Inoltre, e qui veniamo nello specifico all’argomento oggetto di questa nostra nota, abbiamo verificato alcune differenze, secondo noi non di poco conto, tra quando indicato dal Calendario di deposito dei rifiuti del Comune di San Giorgio e i suggerimenti per una corretta differenziazione dei rifiuti presenti sul sito dell’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti, differenze che possono indurre in errore i cittadini. Abbiamo rilevato, infatti, e ciò si può verificare confrontando direttamente il Calendario e le pagine del sito relative ai consigli per una corretta raccolta differenziata, che ad es. a San Giorgio le salviette di carta unte vengono conferite nell’umido mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirle nell’indifferenziato, che il polistirolo e le buste di plastica a San Giorgio vengono conferite nella plastica mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirle nell’indifferenziato, che il tetrapak a san Giorgio viene conferito nella carta mentre l’Osservatorio suggerisce di conferirlo nell’indifferenziato. In altre pagine del sito (quelle relative ai consigli utili), poi, abbiamo letto che “E' possibile conferire anche i contenitori in poliaccoppiato (tetra-brik) del latte o dei succhi di frutta preventivamente sciacquati nella carta” ma ci è parso di capire che tali consigli si riferissero alla raccolta differenziata che non utilizza ancora la metodologia del Porta a Porta. Sta di fatto, comunque, che, non essendo stata fatta di recente a San Giorgio del Sannio alcuna campagna di sensibilizzazione della cittadinanza volta a stimolare una maggiore attenzione al corretto conferimento dei rifiuti secondo le modalità e il calendario prestabiliti, i cittadini o provano a trovare da sé delle informazioni ma, come abbiamo segnalato nel caso del sito dell’Osservatorio provinciale, finiscono per confondersi ancora di più oppure, alla fine preferiscono non differenziare proprio i rifiuti e mescolano tutto nei classici sacchi neri o nelle buste con la pubblicità di un noto ipermercato della zona. E qui veniamo alla terza causa, o concausa, che ci pare possa essere rilevante
■La totale negligenza rispetto alla raccolta differenziata ed il conferimento di sacchi contenenti rifiuti di tutti i tipi in luoghi periferici del paese o nelle colline circostanti o sulle piazzole dell’autostrada. Non è necessario fare un monitoraggio specifico ma basta farsi un giro per i dintorni di San Giorgio del Sannio o sulle colline limitrofe, in particolare nella zona delle Surte tra Montefusco (Av) e San Martino Sannita (Bn), oppure attraversare in auto il raccordo autostradale che da San Giorgio porta a Benevento, per vedere di persona lo scempio di sacchetti sparsi ovunque, di materassi, di copertoni, di reti da letto, di scaldabagni, stendibiancheria, antenne televisive e quant’altro, depositati dentro e fuori il centro abitato e in mezzo alla natura.
Alla nostra richiesta di chiarimenti sulla corretta modalità di fare la raccolta differenziata nella provincia di Benevento e alle nostre considerazioni in merito, aggiungiamo, infine, una domanda: visto che la Polizia Municipale di San Giorgio del Sannio, da noi informalmente interpellata sull’argomento, ci ha fatto sapere, sempre in via informale, che non possono esser fatti controlli se non su ordine dell’Amministrazione Comunale e che le contravvenzioni possono essere elevate solo nel caso in cui un cittadino venga, per così dire, colto sul fatto mente deposita illegittimamente dei rifiuti, non differenziati o meno, chi deve controllare il corretto svolgimento della raccolta differenziata? Chi deve vigilare sul rispetto del calendario di conferimento dei rifiuti? Chi deve provvedere alla rimozione delle mini discariche urbane ed extraurbane?
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mercoledì 22 settembre 2010
Torniamo a parlare di immondizia: una passeggiata dalle parti di Via Cesine
Questo materasso sta qua da domenica
05 settembre 2010
oggi mercoledì 22 settembre 2010 sul materasso è comparsa anche una specie di anta o qualcosa di simile...sotto c'è sempre un copertone
Via Cesine (di fronte al Cimitero) ore 11.00 circa 22 settembre 2010
mi sembrano un piccolo boiler e qualcosa di simile ad una resistenza di frigorifero
cumuli di immondizia e un copertone all'ingresso di Contrada Cesine 22 settembre 2010 ore 11.00 circa
cumuli di immondizia e un copertone all'ingresso di Contrada Cesine 22 settembre 2010 ore 11.00 circa
Materiale edilizio di risulta all'ingresso di Contrada Cesine 22 settembre 2010 ore 11.00 circa
un altro copertone e immondizia varia sotto il ponte all'ingresso di Contrada Cesine 22 settembre 2010 ore 11.00 circa
immondizia varia subito dopo il ponte all'ingresso di Contrada Cesine 22 settembre 2010 ore 11.00 circa
martedì 21 settembre 2010
La Risposta della Dirigente Scolastica alle mie richieste sulla sicurezza del Plesso Scolastico San Giacomo di San Martino Sannita.

OGGETTO: Richiesta verifica sicurezza edificio scolastico Scuola Primaria di S. Giacomo
Con riferimento alla Vostra richiesta depositata in data 16 settembre 2010 prot.n.2747/A26 e facendo seguito agli incontri avuti con la S.V., il sindaco di S. Martino Sannita Dott. Angelo Ciampi, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Dott. Pasquale Mongillo, la responsabile di plesso Ins. Adriana Rinaldi e l’ins. Maria Elisabetta Cardillo, addetta al Servizio di Prevenzione e Protezione, per opportuna conoscenza si comunica che, in ottemperanza delle disposizioni legislative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, per il plesso scolastico della scuola primaria di S. Giacomo è stato redatto il DVR ( Documento sulla valutazione dei rischi) secondo le prescrizioni del D.lgs.81/2008 e s.m.i. e predisposto il relativo piano di emergenza.
L’ins. Maria Elisabetta Cardillo, addetta al Servizio di Prevenzione e Protezione, ha puntualmente informato la scrivente e l’Amministrazione Comunale dei problemi da Lei evidenziati (ad eccezione della caduta di calcinacci mai rilevata) e provveduto ad adottare tutte le misure di sicurezza necessarie. Nel contempo il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Dott. Pasquale Mongillo, ha puntualmente monitorato lo stato di sicurezza della Scuola e non ha mai rilevato pericolo per l’incolumità della popolazione scolastica anzi, in più occasioni, ha avuto modo di manifestare il proprio apprezzamento per gli accorgimenti adottati nella costruzione della struttura, accorgimenti che rendono l’edificio più sicuro e confortevole.
Le richieste di interventi avanzate dalla Scuola sono state puntualmente accolte dall’Amministrazione Comunale che, nei mesi di febbraio / marzo 2010, non appena consentito dalle condizioni meteorologiche, ha provveduto a sostituire le tegole rotte, causa dell’infiltrazione di acqua piovana. In seguito alla richiesta della scrivente del 20 luglio 2010 prot.n.2341/A23, relativa alla verifica dello stato della struttura e degli impianti, fornitura di documentazione, ripulitura delle pareti dai danni causati dalle infiltrazioni di acqua piovana e sistemazione del pavimento, l’Amministrazione Comunale nei primi giorni di settembre del corrente mese ha provveduto a sostituire le mattonelle sollevate e a tinteggiare le aule.
Dal sopralluogo del tetto effettuato in data 20 settembre 2010 dal RSPP Dott. Pasquale Mongillo e dal Sindaco Dott. Angelo Ciampi, non è emerso alcun tipo di urgenza .
Per quanto riguarda la documentazione in possesso della scuola si precisa che agli atti risulta un certificato di agibilità rilasciato dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico Ing. Alessandro Servodidio datato 25 febbraio 2010.
Distinti saluti
Il Dirigente Scolastico
Dott.ssa Maria Luisa Fusco
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