L’uomo non ha più il polso delle conseguenze che può determinare la mancanza di senso della responsabilità…
Procedendo dal macrocosmo mondo al microcosmo paese si può quotidianamente percepire, e spesso con danni irrimediabili nei confronti del singolo individuo, della società, dell’economia, dell’ambiente, come il senso della responsabilità umana si stia gradatamente affievolendo…
Dalla BP che, cosciente del fatto, continua ad utilizzare un pozzo che già aveva già problemi di perdite di petrolio, incurante dei danni che avrebbe provocato e interessata solo a procurarsi il proprio personale guadagno, alo macchinista che parla ala telefonino mentre guida e provoca un incidente con morti e feriti il passo è breve…
Senza parlare poi della politica!
Si agisce senza considerare i danni che certe determinate azioni potrebbero provocare a se stessi e agli altri...e questo in tutti i campi della vita umana...si calpesta così il senso della dignità umana, che è tale per il fatto solo di esistere e di avere quella "virtute e conoscenza" che ci distinguono dagli animali..siamo divenuti uomini ormai privi di virtute e conoscenza, non siamo più degni di essere chiamati uomini...
venerdì 6 agosto 2010
Che classe Clemente!!!
Così Clemente Mastella ai microfoni di Radio 24: "Se non si vota subito, Berlusconi e' fottuto. Superate le Colonne d'Ercole dell'autunno con le impazienze della Lega e perdendo la maggioranza al senato a quel punto, se non si vota subito, Berlusconi e' fottuto".
E poi:«Il terzo polo non mi sembra definito, per cui sono titubante. Per ora non esiste. Non si dimostra la novità eliminando quelli non nuovi che sono attorno. E io sarei uno di quelli del vecchio sistema. L'unica verità è che il sistema è in crisi ed è la crisi dei co-fondatori: prima Rutelli con il Pd, ora Fini con il Pdl».
E poi:«Il terzo polo non mi sembra definito, per cui sono titubante. Per ora non esiste. Non si dimostra la novità eliminando quelli non nuovi che sono attorno. E io sarei uno di quelli del vecchio sistema. L'unica verità è che il sistema è in crisi ed è la crisi dei co-fondatori: prima Rutelli con il Pd, ora Fini con il Pdl».
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mercoledì 4 agosto 2010
Qui dobbiamo vederci chiaro....
Nelle intercettazioni relative alla P3 potrebbero esserci anche società che operano nel Sannio.
Secondo l’informativa dei carabinieri, infatti, il 19 luglio del 2009, uno dei principali indagati Flavio Carboni, ancora in carcere peraltro, è impegnato a "trattare con vari imprenditori, anche tedeschi, gli affari per la costruzione di parchi eolici e telefonicamente chiede a due suoi collaboratori, di individuare una 'società vuota in cui dentro confluiscono dei soci che vogliamo noi ".
Questa società vuota, secondo Gabriele Corona, presidente dell'associazione ambientalista e contro il malaffare Altrabenevento, potrebbe essere una società per azioni costituita a Foggia e poi trasferita in Romagna che "fa parte di complessi intrecci societari, vere e proprie scatole cinesi, che interessano anche la provincia di Benevento" e toccano anche una società di San Giorgio del Sannio.
Corona, infine, pur premettendo che "naturalmente questi sono solamente riferimenti a rapporti tra società", parla di varie connessioni proprietarie e comproprietarie, facendo notare una serie di intrecci che le metterebberro in una qualche connessione con delle imprese che stanno tentando di aprire una grande impresa a Benevento, con una società immobiliare che attende di edificare nel capoluogo e con un'altra che si occupa di costruzioni ed ha sede, sempre a Benevento, in via Avellino.
(Fonte Il Quaderno.it)
Secondo l’informativa dei carabinieri, infatti, il 19 luglio del 2009, uno dei principali indagati Flavio Carboni, ancora in carcere peraltro, è impegnato a "trattare con vari imprenditori, anche tedeschi, gli affari per la costruzione di parchi eolici e telefonicamente chiede a due suoi collaboratori, di individuare una 'società vuota in cui dentro confluiscono dei soci che vogliamo noi ".
Questa società vuota, secondo Gabriele Corona, presidente dell'associazione ambientalista e contro il malaffare Altrabenevento, potrebbe essere una società per azioni costituita a Foggia e poi trasferita in Romagna che "fa parte di complessi intrecci societari, vere e proprie scatole cinesi, che interessano anche la provincia di Benevento" e toccano anche una società di San Giorgio del Sannio.
Corona, infine, pur premettendo che "naturalmente questi sono solamente riferimenti a rapporti tra società", parla di varie connessioni proprietarie e comproprietarie, facendo notare una serie di intrecci che le metterebberro in una qualche connessione con delle imprese che stanno tentando di aprire una grande impresa a Benevento, con una società immobiliare che attende di edificare nel capoluogo e con un'altra che si occupa di costruzioni ed ha sede, sempre a Benevento, in via Avellino.
(Fonte Il Quaderno.it)
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domenica 1 agosto 2010
I canali di Amsterdam diventano Patrimonio dell'Unesco: e Benevento?
I canali di Amsterdam, l'atollo di Bikini, l'altopiano centrale dello Sri Lanka e il Parco nazionale marino di Papahanaumokuakea alle Hawaii. Sono alcuni dei quindici nuovi siti scelti dall'Unesco come Patrimonio mondiale dell'umanità. al quale è stato riconosciuto il loro «valore universale eccezionale» e che vanno ora ad aggiungersi agli 890 già iscritti nella Convenzione dell'Unesco del 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale dell'umanità.
Anche Benevento longobarda, forse non tutti lo sanno, ha presentato qualche anno fa la propria candidatura a patrimonio dell'umanità, indicando la Chiesa di S. Sofia come suo monumento principe.

Benevento, infatti, e anche questo forse non tutti lo sanno, rientra in un'Associazione di 8 Comuni (Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio e Gornate Olona, Spoleto, Campello sul Clitunno e Monte Sant’Angelo) che ha presentato la candidatura seriale “I Longobardi in Italia. Centri del potere (568-774 d.C.)candidatura ufficiale 2010 dell’Italia per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.”
Poco più di un mese fa, a Cividale del Friuli, c'è stato il passaggio di consegne tra il primo Presidente di questa Associazione, Attilio Vuga, ex sindaco proprio di Cividale, e il nuovo Presidente, Raffaele Del Vecchio, vice sindaco di Benevento, il quale, stando allo stringato comunicato stampa presente sul sito del Comune ha dichiarato: "La mia presidenza accompagnerà l'iter conclusivo della candidatura e quanto realizzeremo in questo anno sarà determinante per il raggiungimento dell'obiettivo comune...Lavoreremo alla creazione del brand “Italia Langobardorum”, che verrà veicolato in tutte le sue possibili declinazioni."
Ma cosa è stato fatto finora a Benevento?
A parte il valore incommensurabile della Chiesa di Santa Sofia, ritenuta dall' dall’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites, l’organismo internazionale consultivo dell’UNESCO, cui sono affidate le valutazioni tecnico-scientifiche sulle candidature proposte)rispondente ai requisiti conservativi e di autenticità richiesti, cosa è stato fatto per potenziare, migliorare ed aggiornare i progetti di sviluppo culturale e socio-economico dei territori previsti dal Piano di gestione per il sito di Benevento?
Il Vice sindaco Del Vecchio, inoltre, non è nuovo a questo incarico, essendo stato, per tutto il 2009 Vice Presidente dell'Associazione Italia Langobardorum.
Nell'ottobre 2009, infatti, fresco fresco di nomina, dichiarava "La valorizzazione dei beni culturali è una delle più concrete opportunità di crescita per il nostro territorio e vorrei che la convinzione e la passione necessarie per sostenere una candidatura UNESCO si trasferissero con pari forza a tutti i settori dell’Amministrazione comunale e ai nostri concittadini, poiché ad essere candidata non è solo la chiesa di S. Sofia, con il suo pregio artistico e monumentale, ma anche la qualità e la civiltà del contesto urbano in cui essa vive.” (da Il Sannita.it)

Appunto, caro vice sindaco, parliamo della qualità e della civiltà del contesto urbano...cosa è stato fatto?
Benevento continua ad essere una città sicuramente non al top dal punto di vista dei servizi, dell'amministrazione, della legalità, dell'economia, del lavoro e degli investimenti, del rispetto dell'ambiente e della raccolta differenziata, per non parlare poi della democrazia partecipata e di tutti gli aspetti legati al rispetto della parità di genere, che ultimamente hanno monopolizzato la stampa locale... e queste cose non sono io ad affermarlo ma ci sono i dati ISTAT e i risultati di numerose ricerche a confermarlo.
Dunque, come si presenterà Benevento agli ispettori dell'ICOMOS che, entro l'autunno, verranno a fare la loro ispezione di rito?
Basterà soltanto la meraviglia storica, architettonica e artistica della Chiesa di S. Sofia a determinare un giudizio positivo?
E poi, per aumentare il coinvolgimento della gente nella realizzazione dell'iter di avvicinamento ad un esito positivo della candidatura, quali dei punti presenti nel Piano di promozione e sensibilizzazione sono stati già realizzati o sono in fase di realizzazione?
O forse crede davvero che basterà un anno, solo un anno a
- Innalzare il livello di conoscenza del patrimonio archeologico e monumentale a livello locale
- Migliorare la promozione culturale sul sito
- Aumentare la sensibilizzazione dei giovani in età scolare come previsto dal suddetto Piano?
Come l'amministrazione e l'assessorato alla cultura hanno cercato di avvicinare ai Longobardi i bambini e i ragazzi nonchè, e soprattutto direi, il cittadino medio, con una cultura di medio livello, non specializzato in studi storici?
Quali sono stati i percorsi di sensibilizzazione della cittadinanza ad un evento importantissimo qualle una candidatura a patrimonio dell'umanità?
Basteranno le mostre e i convegni, molto spesso assolutamente autoreferenziali e poco attente ad un pubblico non coltissimo, organizzate dal Club Inner Wheel a convincere gli ispettori dell'ICOMOS?
Questi sono interventi che non si possono essere realizzati in quatto e quattr'otto econ superficialità...ne andrebbe della buona riuscita del progetto.
Mi chiedo allora se il vice sindaco Del Vecchio ha magari intenzione di rivolgersi a qualche strega, sul filo della migliore tradizione beneventana, alla ricerca di filtri e incantesimi atti alla bisogna...
Sarebbero sicuramente un valido aiuto!
Anche Benevento longobarda, forse non tutti lo sanno, ha presentato qualche anno fa la propria candidatura a patrimonio dell'umanità, indicando la Chiesa di S. Sofia come suo monumento principe.

Benevento, infatti, e anche questo forse non tutti lo sanno, rientra in un'Associazione di 8 Comuni (Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio e Gornate Olona, Spoleto, Campello sul Clitunno e Monte Sant’Angelo) che ha presentato la candidatura seriale “I Longobardi in Italia. Centri del potere (568-774 d.C.)candidatura ufficiale 2010 dell’Italia per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.”
Poco più di un mese fa, a Cividale del Friuli, c'è stato il passaggio di consegne tra il primo Presidente di questa Associazione, Attilio Vuga, ex sindaco proprio di Cividale, e il nuovo Presidente, Raffaele Del Vecchio, vice sindaco di Benevento, il quale, stando allo stringato comunicato stampa presente sul sito del Comune ha dichiarato: "La mia presidenza accompagnerà l'iter conclusivo della candidatura e quanto realizzeremo in questo anno sarà determinante per il raggiungimento dell'obiettivo comune...Lavoreremo alla creazione del brand “Italia Langobardorum”, che verrà veicolato in tutte le sue possibili declinazioni."
Ma cosa è stato fatto finora a Benevento?
A parte il valore incommensurabile della Chiesa di Santa Sofia, ritenuta dall' dall’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites, l’organismo internazionale consultivo dell’UNESCO, cui sono affidate le valutazioni tecnico-scientifiche sulle candidature proposte)rispondente ai requisiti conservativi e di autenticità richiesti, cosa è stato fatto per potenziare, migliorare ed aggiornare i progetti di sviluppo culturale e socio-economico dei territori previsti dal Piano di gestione per il sito di Benevento?
Il Vice sindaco Del Vecchio, inoltre, non è nuovo a questo incarico, essendo stato, per tutto il 2009 Vice Presidente dell'Associazione Italia Langobardorum.
Nell'ottobre 2009, infatti, fresco fresco di nomina, dichiarava "La valorizzazione dei beni culturali è una delle più concrete opportunità di crescita per il nostro territorio e vorrei che la convinzione e la passione necessarie per sostenere una candidatura UNESCO si trasferissero con pari forza a tutti i settori dell’Amministrazione comunale e ai nostri concittadini, poiché ad essere candidata non è solo la chiesa di S. Sofia, con il suo pregio artistico e monumentale, ma anche la qualità e la civiltà del contesto urbano in cui essa vive.” (da Il Sannita.it)

Appunto, caro vice sindaco, parliamo della qualità e della civiltà del contesto urbano...cosa è stato fatto?
Benevento continua ad essere una città sicuramente non al top dal punto di vista dei servizi, dell'amministrazione, della legalità, dell'economia, del lavoro e degli investimenti, del rispetto dell'ambiente e della raccolta differenziata, per non parlare poi della democrazia partecipata e di tutti gli aspetti legati al rispetto della parità di genere, che ultimamente hanno monopolizzato la stampa locale... e queste cose non sono io ad affermarlo ma ci sono i dati ISTAT e i risultati di numerose ricerche a confermarlo.
Dunque, come si presenterà Benevento agli ispettori dell'ICOMOS che, entro l'autunno, verranno a fare la loro ispezione di rito?
Basterà soltanto la meraviglia storica, architettonica e artistica della Chiesa di S. Sofia a determinare un giudizio positivo?
E poi, per aumentare il coinvolgimento della gente nella realizzazione dell'iter di avvicinamento ad un esito positivo della candidatura, quali dei punti presenti nel Piano di promozione e sensibilizzazione sono stati già realizzati o sono in fase di realizzazione?
O forse crede davvero che basterà un anno, solo un anno a
- Innalzare il livello di conoscenza del patrimonio archeologico e monumentale a livello locale
- Migliorare la promozione culturale sul sito
- Aumentare la sensibilizzazione dei giovani in età scolare come previsto dal suddetto Piano?
Come l'amministrazione e l'assessorato alla cultura hanno cercato di avvicinare ai Longobardi i bambini e i ragazzi nonchè, e soprattutto direi, il cittadino medio, con una cultura di medio livello, non specializzato in studi storici?
Quali sono stati i percorsi di sensibilizzazione della cittadinanza ad un evento importantissimo qualle una candidatura a patrimonio dell'umanità?
Basteranno le mostre e i convegni, molto spesso assolutamente autoreferenziali e poco attente ad un pubblico non coltissimo, organizzate dal Club Inner Wheel a convincere gli ispettori dell'ICOMOS?
Questi sono interventi che non si possono essere realizzati in quatto e quattr'otto econ superficialità...ne andrebbe della buona riuscita del progetto.
Mi chiedo allora se il vice sindaco Del Vecchio ha magari intenzione di rivolgersi a qualche strega, sul filo della migliore tradizione beneventana, alla ricerca di filtri e incantesimi atti alla bisogna...
Sarebbero sicuramente un valido aiuto!
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sabato 31 luglio 2010
lunedì 26 luglio 2010
Una volta partivamo con la valigia di cartone...

UNA VOLTA PARTIVAMO CON LA VALIGIA DI CARTONE O CON IL FERRY BOAT ALLA RICERCA DI UN LAVORO CHE DESSE SOSTENTAMENTO E, NEL CONTEMPO, UN MINIMO DI DIGNITA’… ORA CHE ALLA DIGNITA’ ABBIAMO, AHIME’, GIA’ DA TEMPO RINUNCIATO, COS’ALTRO DOVREMO FARE PER AVERE “ALMENO” UN SOSTENTAMENTO REALE E RIACQUISTARE, MAGARI, UN MINIMO DI QUELLA DIGNITA’ PERDUTA?
A mio avviso, per riacquisire dignità ci vorranno tempi biblici, ma io sono una sognatrice e spero ( e mi impegno quotidianamente per questo) che si riesca presto a sparigliare la casta, la politica del traccheggio e della raccomandazione con una politica seria e basata sul valore del bene comune, o ancora, come dicono i miei amici della sinistra, con una bella rivoluzione popolare, anche se io auspico sia soltanto una rivoluzione culturale.
Di fronte a questi auspici e a queste esigenze della società la risposta della politica politicante è, l’invenzione di Corsi di Formazione moderni, innovativi, volti a creare dei profili professionali che siano immediatamente e facilmente spendibili sul mercato, come il Progetto Priorità della Provincia di Napoli.
Si tratta di un Progetto cui prendono parte 1600 disoccupati, suddivisi in gruppi di 100, per un totale di 72 ore di lezione ripartite in 12 giorni da 6 ore.
Scopo del Progetto è aiutare questi disoccupati a crearsi un «profilo sociale e professionale competitivo» e i suoi elementi fondanti, udite udite sono: un «entusiasmometro (ovvero un termometro per misurare il livello di coinvolgimento)», delle dimostrazioni di potenza fisica, «l’educazione ai sentimenti e la cura dei legami, per sollecitare l’emersione del proprio orizzonte temporale e la ricerca di quegli episodi del passato che serviranno a per raccontare se stessi», «una serie di elementi informativi/iconografici/cartografici di Napoli e provincia, per arricchire di riferimenti storici i luoghi in cui si vive», «l’attorialità (ovvero l’essere seguito da un cast cinematografico che aiuterà ognuno a realizzare un vero e proprio film in cui sarà rappresentato il proprio progetto di vita)».

Quando ho letto gli articoli di giornale che ne parlavano, mi sono letteralmente cadute le braccia!!!
Ma questi veramente fanno oppure è uno scherzo?
Facevano prima a dirci che avevano 1600 amici di amici di amici cui avevano promesso un contentino, o per il voto ricevuto o per qualche altra forma di sostegno, e che dovevano far “mangiare” qualcuno che progetta corsi e qualcun altro che li realizza invece di dare vita ad un corso il cui scopo è quello di aiutare il disoccupato tipo (parcheggiatore, o comunque, lavoratore in nero, evasore fiscale, per nulla interessato a modificare la sua condizione di vita [che nella maggior parte dei casi è molto buona, economicamente parlando!!!] per insegnargli come si fa a crearsi un profilo sociale e professionale competitivo!!!
Tanto ognuno di noi lo vede nella sua vita di ogni giorno, in tanti luoghi della Campania e del Sud Italia, per averci partecipato di persona e aver visto le schifezze che si fanno nelle varie fasi di preparazione e realizzazione dei corsi o per avuto qualche amico o parente che vi ha preso parte, cosa sono e a cosa servono realmente i corsi di formazione: sono un puro e semplice acchiappa fondi che alla fine non rilascia alcun tipo di competenza e del quale rimangono solo, quando si riesce a percepirli, i 2 euro all’ora che ricevono i partecipanti, tutti raccomandati probabilmente!!!
E allora, mi chiedo, che senso ha fare ancora questi corsi di formazione, che senso ha continuare ad essere complici di irregolarità, ruberie, imbrogli, pastette, per esclusivo tornaconto personale e delle persone cui si deve un qualche favore?
La formazione, quella vera, deve tornare ad essere appannaggio assoluto della scuola, quella che prepara all’università e quella che ti insegna un mestiere, non deve essere identificata con un corso fantasma il cui rimborso spese è solo il contentino economico che qualche politico di ventura (ahimè la quasi totalità!) dà ai propri sostenitori o futuri tali.
La disoccupazione non si combatte con queste azioni ridicole, con queste ridicole illusioni si favorisce soltanto il consolidamento della consuetudine diffusa di non cercarsi un lavoro serio (ove mai questo ci fosse) e aspettare che i sussidi arrivino dal cielo, ingannando il tempo magari guadagnandosi da vivere facendo il parcheggiatore abusivo.
Queste azioni ridicole non hanno colore politico, sono solo uno degli effetti del marciume politico di destra e di sinistra in cui viviamo e la cosa grave è che in tanti se ne accorgono, ci vivono dentro e nulla fanno per cambiare le cose, soprattutto quando entrano nella cabina elettorale!!!
sabato 10 luglio 2010
Forse solo un colpo di coda di Mastella potrebbe far uscire dal torpore socio-politico la città di Benevento
Dispiace dirlo, ma, forse, solo un colpo di coda di Mastella potrebbe far uscire dal torpore socio - politico la città di Benevento e tutta la nostra comunità! La maggioranza dei cittadini, me compresa, aspira ad essere legittimamente rappresentata da una classe politica, capace, equa e solidale, attenta ai problemi delle famiglie, al tartassatissimo mondo della scuola, ad una sanità per tutti, ai pensionati, alle politiche sociali e giovanili, etc.
Invece, ancora una volta, noi cittadini di sinistra dobbiamo, ahimè, constatare che ad es, la Segr. Prov. del Pd, divenuta nel tempo un organismo fine a stesso e autoreferenziale, di fatto sia composta per lo più da nominati (scelti nel pieno rispetto del Manuale Cencelli), figli, portaborse, segretari e, forse, pure la velina di turno!!! Cosi come, a livello comunale, noi cittadini di sinistra, dobbiamo quotidianamente leggere sulla stampa della ormai certa riconferma del sindaco Pepe, ex creatura di Mastella (pur senza averne il carisma), il quale è confluito nel Pd solo per legittimarsi e legittimare la permanenza del PD stesso nella coalizione, a difesa forse di interessi anziché di idee e soprattutto della comunità!
Questo stesso Sindaco Pepe che, a dimostrazione della sua attenzione ai partiti minori della coalizione, a distanza di oltre un mese dalla ormai famosa sentenza del TAR relativa alla presenza femminile in giunta, non ha voluto o non se l’è sentita di dare spazio a chi fosse espressione di un partito alleato. Se avessimo voluto una fotocopia di Mastella tanto sarebbe valso prendersi l’originale!!!
(E da qui nasce la mia ironia!!!) Mi chiedo, quindi, come mai si debba rinunciare ad una metodologia, quella delle primarie, che, magari anche solo in apparenza, permetterebbe a Fausto Pepe di andare al confronto democratico insieme ad altri candidati di sinistra, dandogli in qualche modo anche una legittimazione. Io, insieme alla Rete delle Rose Rosse, che ha come principi ispiratori la parità di diritti e la democrazia applicata, sarò, forse, l’ultima dei Mohicani, ma avrei preferito delle primarie vere, anzi allargate non solo a tutte le anime del PD ma anche gli altri partiti dell’attuale coalizione(come l’IDV, che in questi anni ha dato il suo apprezzabile sostegno a governare la città , o i Radicali, la Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, etc.) e, perché no, alla società civile, visto che si tratta di eleggere il primo cittadino e non il segretario di un partito.
Sono quasi certa che il mio rimarrà un pio desiderio, ma almeno mi auguro che quello che oggi si propone ai nostri occhi non ci porti, ancora una volta, a vedere realizzato un possibile primo turno in cui tutti i partiti della sinistra, seguendo la strada della cura del proprio orticello, andranno alla conta dei propri voti, allo scopo di accreditare possibili poltrone, e poi ad un possibile secondo turno di ballottaggio in cui le “vendette trasversali” facciano confluire tutti i voti sul candidato di destra, fatto non nuovo a Benevento.
Quel che è certo è che c’è ancora tempo per riflettere e modificare queste “decisioni” che, a mio avviso, non solo non coinvolgono la comunità, ma producono frammentazione, distacco, dispersione di voti e, soprattutto, disaffezione da parte degli degli elettori, determinando una “PARTECIPAZIONE” anziché una democrazia partecipata : chi vuole capire, capisce!!!
Invece, ancora una volta, noi cittadini di sinistra dobbiamo, ahimè, constatare che ad es, la Segr. Prov. del Pd, divenuta nel tempo un organismo fine a stesso e autoreferenziale, di fatto sia composta per lo più da nominati (scelti nel pieno rispetto del Manuale Cencelli), figli, portaborse, segretari e, forse, pure la velina di turno!!! Cosi come, a livello comunale, noi cittadini di sinistra, dobbiamo quotidianamente leggere sulla stampa della ormai certa riconferma del sindaco Pepe, ex creatura di Mastella (pur senza averne il carisma), il quale è confluito nel Pd solo per legittimarsi e legittimare la permanenza del PD stesso nella coalizione, a difesa forse di interessi anziché di idee e soprattutto della comunità!
Questo stesso Sindaco Pepe che, a dimostrazione della sua attenzione ai partiti minori della coalizione, a distanza di oltre un mese dalla ormai famosa sentenza del TAR relativa alla presenza femminile in giunta, non ha voluto o non se l’è sentita di dare spazio a chi fosse espressione di un partito alleato. Se avessimo voluto una fotocopia di Mastella tanto sarebbe valso prendersi l’originale!!!
(E da qui nasce la mia ironia!!!) Mi chiedo, quindi, come mai si debba rinunciare ad una metodologia, quella delle primarie, che, magari anche solo in apparenza, permetterebbe a Fausto Pepe di andare al confronto democratico insieme ad altri candidati di sinistra, dandogli in qualche modo anche una legittimazione. Io, insieme alla Rete delle Rose Rosse, che ha come principi ispiratori la parità di diritti e la democrazia applicata, sarò, forse, l’ultima dei Mohicani, ma avrei preferito delle primarie vere, anzi allargate non solo a tutte le anime del PD ma anche gli altri partiti dell’attuale coalizione(come l’IDV, che in questi anni ha dato il suo apprezzabile sostegno a governare la città , o i Radicali, la Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, etc.) e, perché no, alla società civile, visto che si tratta di eleggere il primo cittadino e non il segretario di un partito.
Sono quasi certa che il mio rimarrà un pio desiderio, ma almeno mi auguro che quello che oggi si propone ai nostri occhi non ci porti, ancora una volta, a vedere realizzato un possibile primo turno in cui tutti i partiti della sinistra, seguendo la strada della cura del proprio orticello, andranno alla conta dei propri voti, allo scopo di accreditare possibili poltrone, e poi ad un possibile secondo turno di ballottaggio in cui le “vendette trasversali” facciano confluire tutti i voti sul candidato di destra, fatto non nuovo a Benevento.
Quel che è certo è che c’è ancora tempo per riflettere e modificare queste “decisioni” che, a mio avviso, non solo non coinvolgono la comunità, ma producono frammentazione, distacco, dispersione di voti e, soprattutto, disaffezione da parte degli degli elettori, determinando una “PARTECIPAZIONE” anziché una democrazia partecipata : chi vuole capire, capisce!!!
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