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venerdì 6 agosto 2010

Che classe Clemente!!!

Così Clemente Mastella ai microfoni di Radio 24: "Se non si vota subito, Berlusconi e' fottuto. Superate le Colonne d'Ercole dell'autunno con le impazienze della Lega e perdendo la maggioranza al senato a quel punto, se non si vota subito, Berlusconi e' fottuto".

E poi:«Il terzo polo non mi sembra definito, per cui sono titubante. Per ora non esiste. Non si dimostra la novità eliminando quelli non nuovi che sono attorno. E io sarei uno di quelli del vecchio sistema. L'unica verità è che il sistema è in crisi ed è la crisi dei co-fondatori: prima Rutelli con il Pd, ora Fini con il Pdl».

sabato 10 luglio 2010

Forse solo un colpo di coda di Mastella potrebbe far uscire dal torpore socio-politico la città di Benevento

Dispiace dirlo, ma, forse, solo un colpo di coda di Mastella potrebbe far uscire dal torpore socio - politico la città di Benevento e tutta la nostra comunità! La maggioranza dei cittadini, me compresa, aspira ad essere legittimamente rappresentata da una classe politica, capace, equa e solidale, attenta ai problemi delle famiglie, al tartassatissimo mondo della scuola, ad una sanità per tutti, ai pensionati, alle politiche sociali e giovanili, etc.

Invece, ancora una volta, noi cittadini di sinistra dobbiamo, ahimè, constatare che ad es, la Segr. Prov. del Pd, divenuta nel tempo un organismo fine a stesso e autoreferenziale, di fatto sia composta per lo più da nominati (scelti nel pieno rispetto del Manuale Cencelli), figli, portaborse, segretari e, forse, pure la velina di turno!!! Cosi come, a livello comunale, noi cittadini di sinistra, dobbiamo quotidianamente leggere sulla stampa della ormai certa riconferma del sindaco Pepe, ex creatura di Mastella (pur senza averne il carisma), il quale è confluito nel Pd solo per legittimarsi e legittimare la permanenza del PD stesso nella coalizione, a difesa forse di interessi anziché di idee e soprattutto della comunità!

Questo stesso Sindaco Pepe che, a dimostrazione della sua attenzione ai partiti minori della coalizione, a distanza di oltre un mese dalla ormai famosa sentenza del TAR relativa alla presenza femminile in giunta, non ha voluto o non se l’è sentita di dare spazio a chi fosse espressione di un partito alleato. Se avessimo voluto una fotocopia di Mastella tanto sarebbe valso prendersi l’originale!!!

(E da qui nasce la mia ironia!!!) Mi chiedo, quindi, come mai si debba rinunciare ad una metodologia, quella delle primarie, che, magari anche solo in apparenza, permetterebbe a Fausto Pepe di andare al confronto democratico insieme ad altri candidati di sinistra, dandogli in qualche modo anche una legittimazione. Io, insieme alla Rete delle Rose Rosse, che ha come principi ispiratori la parità di diritti e la democrazia applicata, sarò, forse, l’ultima dei Mohicani, ma avrei preferito delle primarie vere, anzi allargate non solo a tutte le anime del PD ma anche gli altri partiti dell’attuale coalizione(come l’IDV, che in questi anni ha dato il suo apprezzabile sostegno a governare la città , o i Radicali, la Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, etc.) e, perché no, alla società civile, visto che si tratta di eleggere il primo cittadino e non il segretario di un partito.

Sono quasi certa che il mio rimarrà un pio desiderio, ma almeno mi auguro che quello che oggi si propone ai nostri occhi non ci porti, ancora una volta, a vedere realizzato un possibile primo turno in cui tutti i partiti della sinistra, seguendo la strada della cura del proprio orticello, andranno alla conta dei propri voti, allo scopo di accreditare possibili poltrone, e poi ad un possibile secondo turno di ballottaggio in cui le “vendette trasversali” facciano confluire tutti i voti sul candidato di destra, fatto non nuovo a Benevento.

Quel che è certo è che c’è ancora tempo per riflettere e modificare queste “decisioni” che, a mio avviso, non solo non coinvolgono la comunità, ma producono frammentazione, distacco, dispersione di voti e, soprattutto, disaffezione da parte degli degli elettori, determinando una “PARTECIPAZIONE” anziché una democrazia partecipata : chi vuole capire, capisce!!!

lunedì 17 maggio 2010

In Campania una giunta "a tarallucci e vino"

Amici miei,
vi propongo le mie modestissime considerazioni relative agli elementi elementi di novità sbandierati e promessi da Caldoro in campagna elettorale e messi in pratica nella composizione della nuova giunta regionale campana.
Il primo e più grande elemento di innovazione è la presenza di Giuseppe De Mita, nipote di cotanto zio, il quale è stato l'ago della bilancia, l'elemento imprescindibile per la formazione di questa NUOVA giunta, simbolo ed emblema del fatto che, hai voglia a dire, come di recente il giovane onorevole rampante Bocchino ha a gran voce affermato, che il Pdl deve diventare il partito della legalità, la realtà dei fatti è sempre quella delle clientele ben radicate, quelle che non muoiono mai e che, anzi, rimangono ben salde a condizionare ogni tipologia di amministrazione.

E a proposito di clientele, non poteva mancare Clemente Mastella, il padrone di Sannio e dintorni, il quale, a dimostrare che l’UDEUR esiste ancora ed ha pure potere decisionale, così come era accaduto nella Giunta Bassolino con la collocazione privilegiata della gentile consorte signora Sandra: il buon Clemente ha piazzato bel bello all’Assessorato al Lavoro, il suo avvocato di fiducia Severino Nappi.

Beh, di innovativo, poi, c’è anche la celebrazione dell’utilitarismo e del tornaconto personale, rappresentati con grande classe da Pasquale Sommese, primo dei non eletti al Parlamento Europeo con il PD, il quale ha praticamente, e senza nemmeno preoccuparsi di nascondere la cosa, barattato il passaggio nell’UDC con l’Assessorato al Personale.

E ancora, il grande uomo della cultura, il Rettore Guido Trombetti, fedelissimo di Bassolino tanto da essere tra i papabili per la di lui successione (papabile a patto che non si facessero le primarie ma poi trombato a causa della discesa in campo di De Luca) ed ora nominato Assessore all’Università e Ricerca.

Con questi assessori, siamo di fronte ad un governo regionale che ci assicura legalità, rinnovamento e anche parità di genere, con una sola donna, all’Istruzione, su 13 membri della giunta e con la ministrissima Carfagna che ha, lasciato lo scranno al primo dei non eletti, un uomo, ovviamente!

Questo è quello che è stato capace di fare Caldoro, un po’ troppo poco mi pare, un governo con pochissima sostanza politica e tantissimo tatticismo, con l’UDC che ancora una volta diventa necessaria, anzi imprescindibile, per la quadratura del cerchio (e a breve, ahimè, potrebbe diventarlo anche a livello nazionale!)...ma queste sono cose serie, lasciamole stare, “vulimmece bbene” che, non dimentichiamocelo, ci governa il Partito dell’Amore!!!