mercoledì 10 marzo 2010

L'eterna diatriba dei manifesti fuorilegge


da La Repubblica Napoli di oggi

Manifesti illegali, dilagano a migliaia le affissioni in ogni angolo della città e della regione. Uno scenario desolante di muri imbrattati da carte e colle, e marciapiedi ridotti a discariche di propaganda elettorale. Sui manifesti selvaggi è scontro tra i poli. Con violenti scambi di accusa. Il Pd ha lanciato pesanti critiche sull'invasione dei cartelloni con le facce dei candidati, prendendo di mira soprattutto due donne del Pdl, la capolista Mara Carfagna e Alessandra Mussolini, presenti in maniera massiccia ad ogni angolo di strada.
Stefano Caldoro, in corsa per il centrodestra alla presidenza della Regione Campania, replica chiamando in causa l'avversario Vincenzo De Luca. «Sono imbarazzato, questo stile non mi piace. Io ho fatto una scelta diversa: è sui contenuti e non di propaganda sui muri. Non posso condividere - sottolinea - una campagna elettorale milionaria, come quella di De Luca. È un atteggiamento irresponsabile di fronte alle difficoltà delle famiglie costrette a stringere la cinghia». Caldoro, spiegano gli uomini del suo staff, «non ha voluto nemmeno un manifesto. Anzi, stiamo cercando di convincerlo a stamparne, perché è una cosa necessaria».

Per De Luca parla il suo comitato elettorale. E nella replica rilancia l'accusa: «Forse Caldoro ha preso una svista: le mura della Campania tracimano di immagini del Popolo della libertà e sono davvero invadenti, quelli sì. Probabilmente Caldoro deve avere scambiato il profilo di Vincenzo De Luca con quello di Mara Carfagna».
Il parlamentare del Pdl, Maurizio Iapicca, si associa a Caldoro: «De Luca ha "sfregiato" Napoli con la sua faccia, in ogni angolo della città ci sono i suoi manifesti abusivi. Ha occupato tutti gli spazi possibili sporcando facciate di palazzi e strutture pubbliche e spendendo milioni di euro. Esiste un problema di moralità: in un periodo di crisi per le famiglie questo è un pessimo segnale». Ma quanto costano in effetti tutti questi manifesti? E chi sostiene le spese? Ogni candidato ne stampa diverse migliaia, le tariffe delle tipografie vanno da 25 a 40 centesimi l'uno, più le spese di attacchinaggio.

«Siamo stupiti dalle affermazioni del candidato Stefano Caldoro», dichiara il capogruppo dei Verdi, al Comune, Luigi Zimbaldi, «lo sa Caldoro che le due parlamentari che lo sostengono hanno già speso più di 500 mila euro di manifesti attaccandoli in modo selvaggio per tutta la provincia? Non è imbarazzato Caldoro dai suoi candidati condannati in primo grado per camorra come Roberto Conte? Non è imbarazzato per le spese milionarie che la gran parte dei suoi candidati stanno effettuando? Se è una persona seria venga con noi a staccare dai muri i manifesti abusivi di tutti i candidati partendo dalla Carfagna e dalla Mussolini».

Fiorella Girace presidente della commissione regionale per le Pari opportunità e capolista della civica "Campania libera con De Luca presidente", aggiunge un argomento alle polemiche. «L'invasione di manifesti elettorali rischia di mandare in tilt il sistema di raccolta differenziata nelle città campane.
Questo è quanto succede a Napoli e provincia. Ma anche nel Sannio non stiamo messi meglio!!!
Già da qualche giorno, infatti, sui giornali si rincorrono lettere e comunicazioni relative al malcostume dei manifesti selvaggi, affissi nei posti più impensati, ed in particolare, sui cassonetti dei rifiuti e sulle campane del vetro.
A tale proprosito, registriamo la protesta del Presidente dell'ASIA s.p.a., Lucio Lonardo, il quale ha così scritto al Comando della Polizia Municipale, al Prefetto e al Sindaco di Benevento:
“anche in questa tornata elettorale per le Regionali, stiamo assistendo, impotenti, allo scempio da scarso senso civico di attacchini improvvisati che continuano ad incollare manifesti elettorali sui nostri cassonetti stradali e sulle campane per la raccolta del vetro, coprendo le nostre indicazioni alla cittadinanza per un corretto conferimento dei rifiuti, arrecando un danno sostanziale, anche finanziario, alla nostra Azienda. ... Pertanto, ritengo che questo spettabile Comando debba individuare i trasgressori al fine di comminare le sanzioni di legge inviando, al contempo, le opportune comunicazioni all’Azienda che rappresento, al fine di chiedere ai responsabili i danni economici subiti per il ristoro dei presidi danneggiati”.
A questa lettera si aggiunge la segnalazione da parte di Giuseppe Falzarano, segretario generale territoriale del SUNIA di Benevento, della copertura abusiva dei propri manifesti relativi al X Congresos dell SUNIA con conseguente richiesta di risarcimento e di rimozione dei manifesti elettorali abusivi.
Ed infine, è di qualche ora fa la richiesta dell'Assessore al Traffico Giuseppe De Lorenzo al Comandante dei Vigili Urbani di Benevento, Rosanna Caruso, di "disporre dei controlli mirati da parte dei vigili, sanzionando, senza riserve, tutti i trasgressori".

martedì 9 marzo 2010

Asinara, l'"Isola dei cassintegrati"

da La Repubbica di lunedì 8 marzo 2010


NON ci sono i collegamenti ad alta tecnologia della tv e di Simona Ventura, e poi è la Sardegna e non i Caraibi. Mentre si parla al telefono con i cassintegrati dell'Asinara la linea telefonica si interrompe. Poi durante la conversazione qualcuno esulta: "Hai fatto il miracolo, è tornata la luce e forse posso farmi una doccia". Da oltre dieci giorni un gruppo di dipendenti della Vinyls, ex Enichem, industria chimica di Porto Torres, si è autoesiliato all'isola dell'Asinara. La loro è una provocazione, "perché c'è l'Italia dei famosi e quella di chi sta perdendo il posto di lavoro - dice uno di loro, Andrea Spanu - noi rappresentiamo quest'ultima e ci fa un po' rabbia che per avere visibilità ci siamo dovuti inventare una parodia della televisione e affidare la nostra iniziativa a Facebook".

Ecco, Facebook. Michele Azzu, studente di musica in Gran Bretagna, figlio di uno dei cassintegrati, decide di aiutare l'iniziativa e creare una pagina sul social network, la chiama "L'isola dei cassintegrati" e in meno di una settimana gli iscritti sono oltre 9000. Si comincia con gli amici, la voce si sparge, sulla bacheca arrivano messaggi da tutta Italia. C'è chi esprime solidarietà, chi critica la forma di lotta, chi provoca: "Siete in vacanza?". Pietro Marongiu è il "naufrago" con la storia più lunga al petrolchimico di Porto Torres: 35 anni a intossicarsi, dall'inizio degli Ottanta la continua incertezza sul futuro dello stabilimento, nato dieci anni prima come Sir di Rovelli per essere il futuro industriale dell'isola: "Che ci sia qualcuno che ci insulta poco importa - dice prendendo la parola al telefono - siamo entusiasti di tutta questa gente che ci manda messaggi via internet. Peccato che abbiamo soltanto una chiavetta per collegarci e non ci riusciamo sempre, ma mia figlia mi ha mandato un sms proprio poco fa: abbiamo passato quota 9000! Questa è una risposta anche a quegli ectoplasmi dei sindacati nazionali, nessuno si è fatto sentire!"

La voce di Marongiu non è l'unica polemica. La bacheca del gruppo su Facebook è diventata una piazza di discussione politica, un punto di riferimento per capire la preoccupante situazione dell'economia sarda, la delusione per un governo che, come dice Argentino Tellini facendosi passare l'unico telefono che ha segnale, "non ha trovato il tempo per interessarsi di una situazione, quella del polo industriale di Porto Torres, che mette a rischio 4mila posti di lavoro".

Dalla bacheca e dalla chiacchierata con i cassintegrati all'Asinara appare in tutta la sua drammaticità una crisi incancrenita da anni di balletti politici, di tentennamenti e mancanza di una vera politica industriale. "C'è da vergognarsi di dover fare il verso all'Isola dei famosi perché qualcuno si ricordi cosa sta succedendo in Italia e in Sardegna - si accalora Tellini - ora ci si dice che si vuole dismettere la chimica e, dopo aver inquinato per anni, l'Eni pensa di andarsene lasciandosi dietro un cumulo di macerie, non si rendono conto che disastro sarà per il Nord Sardegna". Il disastro veramente c'è già, basta pensare che gli operai della Vynils da novembre, quando è cominciata la cassa integrazione, hanno preso una sola mensilità, hanno dovuto campare famiglie e pagare mutui con 800 euro in tre mesi.

"Capisco che sembra una contraddizione, vista una situazione così drammatica, ma è vero che il sostegno degli iscritti alla pagina di Facebook dà forza agli operai dell'Asinara - dice il creatore della pagina, Michele Azzu, dalla Gran Bretagna - "L'isola dei cassintegrati" ha avuto 1000 fan in soli due giorni e la storia è arrivata sui giornali grazie a Facebook. Il passo successivo sarà creare eventi, trovare altre strategie di comunicazioni. Quanto è riuscito a fare il social network è importante, ma mi chiedo se a questa pubblicità seguiranno risposte concrete ai problemi degli operai". Dà una mano ad aggiornare la pagina, inserire foto e postare commenti Marco Nurra, amico di infanzia di Azzu e ora giornalista a El Mundo: "Michele ha avuto l'idea, il resto l'ha fatto il senso di appartenenza dei sardi e il fatto che la gente ha bisogno di simboli, così i cassintegrati dell'Asinara sono diventati il simbolo della Sardegna che si contrappone allo sfavillio delle veline in Costa Smeralda. Il passaparola ha rimbalzato dall'isola al continente e all'estero, la cosa più bella è che ci sono persone di ogni schieramento politico".

L'isola dei cassintegrati virtuale, con il calore dei messaggi e le tante persone online stride con la realtà di quella reale. All'Asinara i "naufraghi" sono soli per la maggior parte della giornata, dormono nei caseggiati abbandonati dell'ex carcere, si arrangiano per fare da mangiare. Negli ultimi giorni sono aumentate le visite: qualche politico locale, amici e curiosi ai quali gli operai danno informazioni sulla loro lotta. "L'Asinara è talmente bella che in alcuni momenti riesce perfino a rasserenarti", dice Giuliano Sechi. Tanto bella che qualche settimana fa il governatore della Sardegna in quota Pdl, Ugo Cappellacci, si è spinto a dire che "il problema della Sardegna sono i sardi". Sì, quando fanno vedere com'è davvero un'isola dove non si può lavorare, per alcuni diventano un problema.


Sul sito de La Nuova Sardegna il diario dell'Isola dei Cassintegrati

Qui il gruppo Facebook che racconta la protesta

domenica 7 marzo 2010

Il mio intervento all'incontro di presentazione della lista della Fed. della Sinistra


Cari amici e compagni,
la vostra presenza così numerosa qui questa sera è motivo di grande soddisfazione per tutti noi candidati nella lista della Federazione della Sinistra perché significa che in questi primi giorni di campagna elettorale siamo stati capaci di stimolare la vostra attenzione e la vostra curiosità tant’è che siete venuti qui a conoscerci di persona, a vedere chi siamo, a sentire parlare della nostra storia politica, dei temi che ci accomunano sotto le insegne di una sola bandiera.
E soprattutto siete venuti a conoscerci qui da vicino perché le nostre facce non le vedete sui manifesti che, nella maggior parte dei casi illegalmente, tappezzano i muri della nostra città e non le vedete sulle vele gigantesche che continuamente girano per le strade con le gigantografie dei soliti noti, bensì le vedete qui di persona, e continuerete a vederle in giro per la città, nei mercati, tra la gente, in una campagna elettorale che fa consumare le suole delle scarpe e che è fatta di quel mutuo scambio di esperienze e opinioni tra noi che siamo candidati e gli elettori, perché è questo mutuo scambio che sta alla base della politica, della politica vera, fatta con passione e non della politica di mestiere fatta solo di manifesti, di proclami e di promesse.

Io in special modo, perché fa parte della mia storia personale e politica, ho particolarmente a cuore il contatto con la gente perché faccio parte della gente…il mio stesso movimento, la Rete Interregionale delle Rose Rosse che ho contribuito a fondare e di cui sono Responsabile per le Campania, è un movimento di persone che appartengono al popolo, alla gente comune, e che fanno politica per passione, per portare avanti temi che la politica di mestiere e della casta considera scomodi perché, se applicati nella realtà, non farebbero altro che ledere i personali interessi dei politici di mestiere che non hanno altro scopo di mantenersi stretta la loro poltrona e di curare il loro orticello.

E sono questi i temi rispetto ai quali ho trovato piena concordanza con la Federazione della Sinistra, che in questa sede ringrazio pubblicamente per avermi offerto la candidatura e per aver accettato la sfida di presentare nella sua lista una persona come me che, nella vita e nella politica, non le manda a dire a nessuno e che, per questo motivo, altri hanno considerato scomoda.

Quali sono questi temi:

• Innanzitutto il RISPETTO DELLI REGOLE IL RIPRISTiNO DELLA LEGALITA’ come condicio sine qua non per dare vita ad un reale sviluppo economico, sociale e politico.
Non c’è crescita, non c’è miglioramento, non ci può essere miglioramento senza il ripristino della legalità ed il rispetto delle norme e delle regole.
Abbiamo sotto i nostri occhi gli scempi delle leggi ad personam che ormai il Governo fa crescere come funghi, abbiamo sotto i nostri occhi il decreto salva liste approvato ieri, un decreto (il n.29 del 5 marzo 2010) che stravolge le regole non le interpreta. In claris non fit interpretatio. La legge chiara non richiede interpretazione, specie da chi è parte in causa, come il governo.
Abbiamo sotto i nostri occhi lo scempio della Sanità ridotta com’è ridotta da un uso improprio del potere che ha fatto della sanità stessa un contenitore dove mettere e togliere i manager, i dirigenti medici, i primari a proprio piacimento e secondo le necessità elettorali e del momento dei politici di mestiere tralasciando, anzi completamente dimenticando quello che è il principio fondamentale della Sanità pubblica, cioè curare i cittadini. E noi qui nel Sannio viviamo quotidianamente il dramma della Sanità pubblica con la querelle eterna degli ospedali di Cerreto e Sant’Agata che i politici, complice anche il clima elettorale, stanno vendendo e comprando a caccia di voti per il proprio personale interesse.
Abbiamo sotto i nostri occhi anche la corruzione imperante e l’evasione fiscale che sono il cancro dell’economia e che la politica di mestiere tiene ai margini perché è essa tessa coinvolta in questi meccanismi del malaffare. E’ notizia di ieri di un imprenditore di Paupisi che si è dimenticato di dichiarare ricavi per oltre 3 milioni e 600mila euro e di versare 783mila euro di Iva in tre anni: se tanti italiani, e infatti è costume estremamente diffuso, hanno questo tipo di amnesie, ditemi voi com’è possibile parlare di sviluppo e crescita del nostro Sannio e del nostro Paese? Così realizza solamente un tornaconto personale e non si persegue il bene della comunità, il bene dell’Italia.

• E qui veniamo al secondo tema forte: IL PERSEGUIMENTO DEL BENE COMUNE E NON LA REALIZZAZIONE DEL PROPRIO TORNACONTO POLITICO ED ECONOMICO PERSONALE, che deve tornare al centro della politica, dell’economia, dell’amministrazione della cosa pubblica ma anche della vita quotidiana del singolo cittadino
Ognuno di noi deve diventare il protagonista del cambiamento!
Gandhi diceva «Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo»
E “diventa protagonista del cambiamento” è lo slogan che trovate scritto sui volantini che trovate in sala e che pubblicizzano la mia candidatura.
Ognuno di noi deve acquisire la consapevolezza di poter essere lui stesso protagonista del cambiamento, di dover essere protagonista del cambiamento, con le sue azioni innanzitutto ma soprattutto con l’unica grande arma che è in proprio possesso: il voto!
Il voto che è fondamentale per dare il nostro contributo fattivo al cambiamento del paese, un voto che sia simbolo del cambiamento vero, simbolo della volontà precipua della gente di lasciarsi alle spalle la casta e realizzare in prima persona il cambiamento.
Quindi, amici tutti, e questo è un invito che vi prego di esportare anche all’esterno di questa sala, ad amici, parenti, colleghi, e a tutti quelli che vorranno ascoltarvi, andiamo tutti a votare, non andiamo a rimpinguare il bacino dell’astensionismo, perché il voto è l’unica arma che abbiamo per far capire che noi la casta non la vogliamo!

• E ancora un altro tema fondamentale: IL LAVORO, quello che c’è e quello che ci viene quotidianamente portato via dall’attuale crisi economica.
Il lavoro sognato da chi non ce l’ha, il lavoro che ormai migliaia di italiani ogni giorno vedono sfumarsi tra le mani, il lavoro di chi è sfruttato ad esempio attraverso i contratti atipici, di chi viene quotidianamente “minacciato” di licenziamento ad es. dei call center e dalle agenzie interinali, che “prestano” vite umane, sottopagate e sfruttate fino all’osso dalle aziende, il lavoro di chi, ad esempio nel mondo della scuola, dapprima viene ridotto a precario e poi viene quotidianamente illuso con mille false promesse.
Il lavoro non deve essere, come è in questa fase pre elettorale ed in tutti i momenti in cui si parla di elezioni, merce di scambio bensì un elemento fondante della vita di ogni singolo cittadino e base dello sviluppo economico, sociale e polito del Paese come sancito dall’art. 1 della Costituzione.
E’ necessario, quindi, che si sviluppi, anche a livello regionale, una politica del Welfare concreta e vicina ai lavoratori, che ad esempio non li tenga sulla corda per anni con corsi di formazione fasulli che servono solo a chi li eroga per fare soldi mentre ai lavoratori non restano che le briciole ed una formazione che non insegna nulla e che non serve a nulla.
Le politiche del lavoro devono tornare al centro dell’azione politica quotidiana perché, e questo lo ricordo soprattutto ai politici ed amministratori sanniti, i lavoratori licenziati della fabbriche del territorio sannita o i cassintegrati o i precari della scuola, che il decreto mille proroghe ha contribuito a rendere non più precari ma disoccupati, non possono con la loro solidarietà riempire i piatti da mettere a tavola o pagare le bollette, con la vostra solidarietà, caro sindaco e cari amministratori della città di Benevento, non si pagano i mutui o l’affitto di casa.
Questo modo di fare deve essere quanto prima sostituito da impegni concreti e da proposte realizzabili, da progetti realmente e concretamente finanziabili, magari attraverso l’accesso ai fondi europei, accesso che anch’esso deve essere messo al servizio dei cittadini e non dei progettisti e realizzatori di corsi di formazione o di interventi fantasma.

Questi sono i tre grandi temi dai quali non si può prescindere perché in Campania ci sia un vero e radicale cambiamento di rotta, ma accanto a questi non si possono non tenere presenti anche le tematiche che mi sono più care perché più strettamente legate al dibattito e all’azione politica della Rete Interregionale delle Rose Rosse:

• Le problematiche relative alla parità di genere e alla tutela della famiglia, tradizionale e non, nonchè l’esigenza di nuove normative che tutelino in particolare i minori (e qui non parlo de relato o per postulati, essendo personalmente coinvolta in qualità di madre di due gemelli e avendo convissuto per 9 anni senza essere parte nè di una famiglia nè di una unione di fatto equiparata alla famiglia e quindi “obbligata”, insieme al mio compagno, a “ricorrere” al rito civile a tutela legale nostra e dei nostri figli)

• La democrazia paritaria e la presenza delle donne nei i luoghi decisionali senza dover, quotidianamente ormai, ricorrere alla giustizia ordinaria per vederla applicata e riconosciuta (vedi il caso della Giunta senza donne del Comune di Benevento)

• Il rispetto delle minoranze e delle diversità in genere, contro ogni forma di razzismo, omofobia e sessismo.

Ringrazio ancora una volta la Federazione della Sinistra che ha fatto una scelta coraggiosa nell’offrire una candidatura ad un’esponente dell’associazionismo ma pur sempre una persona comune.
Ringrazio tutti voi presenti in sala per l’attenzione che mi avete rivolto e confermo il mio impegno affinché del Sannio emergano le reali esigenze della comunità e non solo le illusioni proposte e promesse dai politici di mestiere e dalla casta.

mercoledì 3 marzo 2010

Uno spiraglio per la vertenza Latermont e Ilas Alveolater di Montesarchio e San Martino Valle Caudina

Pare ci sia chiarita nella vertenza delle due aziende che producono laterizi. Nei giorni scorsi era stata comunicata la sospensione dal lavoro per circa 100 dipendenti a causa della mancanza di autorizzazioni per il prelevamento del materiale estrattivo presso una cava ed il conseguente blocco della produzione per mancanza di materia prima: anche qui in questo blog si era parlato dell'inizio di una nuova crisi occupazionale nel Sannio.

Ieri, dopo un incontro in Prefettura tra i rappresentanti delle aziende, dell'Unione Industriali e dei sindacati Cisl e Cgil, pare siano emerse novità relative all'inizio delle procedure, molto lunghe peraltro, per l'ottenimento delle autorizzazioni necessarie. Il Prefetto Michele Mazza, infatti, si è impegnato a far sì che i vari organismi chiamati ad emettere le autorizzazioni lo facciano in tempi brevi.
Le due aziende, infatti, pur avendo un proprio mercato di riferimento e non avendo reali problemi legati alla crisi economica, si trovano di fronte alla non facile operazione di dover conservare i propri clienti di fronte ad una pausa produttiva e, quindi, i tempi brevi nella concessione delle autorizzazioni sono fondamentali.
Le aziende, comunque, si sono impegnate a sospendere la procedura di mobilità e ad approfondire in sede sindacale la possibilità di utilizzareammortizzatori sociali che consentano di attenuare le difficoltà in cui vengono a trovarsi i dipendenti.

volantino

lunedì 1 marzo 2010

Presentazione della lista della Federazione della Sinistra

DOMENICA 7 MARZO 2010 ORE 16.30
presso l'HOTEL PRESIDENT di BENEVENTO

Presentazione della lista della
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Interverranno i candidati al Consiglio Regionale:
Daniela Basile
Elvira Santaniello
Salvatore De Toma


Conclude:
PAOLO FERRERO
Candidato Presidente della Regione Campania

La mia candidatura al Consiglio Regionale della Campania come indipendente per la Federazione della Sinistra

Dopo aver abbandonato il PD a causa dell’attività contraddittoria del partito nel Sannio e in Campania e per il suo essere troppo distante dalle aspettative e dal coinvolgimento democratico e pluralista dei suoi iscritti, nonché per la totale disattenzione nei miei confronti e nei confronti dei temi e delle modalità innovative di fare politica da parte della Rete Interregionale delle Rose Rosse, ho accettato di buon grado la candidatura da indipendente offertami dalla Federazione della Sinistra.

Questa opportunità sarà preziosa per portare all’attenzione dei cittadini elettori e delle cittadine elettrici le priorità individuate dalla Rete Interregionale delle Rose Rosse come basilari per lo sviluppo economico, sociale e politico della Regione Campania, per le quali quotidianamente la Rete stessa si impegna nel dibattito politico e nell’azione sui territori:

• La partecipazione attiva dei cittadini e l’abbattimento totale del monopolio politico della casta, senza più scelte imposte e calate dall’alto dalla nomenclatura e portando avanti criteri di meritocrazia e trasparenza
• Il ripristino della legalità come base per lo sviluppo sociale, economico e politico
• La democrazia paritaria e la presenza delle donne nei i luoghi decisionali senza dover, quotidianamente ormai, ricorrere alla giustizia ordinaria per vederla applicata e riconosciuta (vedi il caso della Giunta senza donne del Comune di Benevento)
• I temi legati alla famiglia (tradizionale e non), in particolare per quanto riguarda le tutele giuridiche e i servizi ad essa legati (asili, scuole, mense, sicurezza degli ambienti scolastici, etc)
• Il lavoro, quello che c’è e quello che ci viene quotidianamente portato via dall’attuale crisi economica, con una particolare attenzione al precariato e alle problematiche collegate ai contratti atipici che la destra fa prolificare quotidianamente
• Il piano casa, con particolare attenzione all’edilizia popolare e residenziale sui cui a Benevento e provincia ci sarebbero da scrivere decine di romanzi di appendice.

Nel ringraziare i cittadini che con la sottoscrizione della lista della Federazione della Sinistra hanno permesso questa candidatura nonché la Federazione stessa per l’opportunità offertami, mi impegno affinché del Sannio emergano le reali esigenze della comunità e non solo le illusioni proposte e promesse dai politici di mestiere e dalla casta.