L'italia si arrovella in una crisi politico - economica gravissima...l'Italia si sgretola con alluvioni e frane in tutto lo stivale...l'Italia muore negli incidenti sul lavoro...l'Italia giovane non ha lavoro...l'Italia che lavora andrà in pensione col bastone e coi capelli bianchi...l'Italia che lavora in nero se ne fotte della pensione e delle tasse e campa alla giornata...l'Italia che cammina sul filo ogni giorno e non arriva a fine mese...l'Italia malata di malasanità...l'Italia che muore di amianto, di inquinamento da polveri sottile, di discariche di rifiuti tossici, muore cornuta e mazziata...l'Italia corrosa dal dissesto culturale e sociale che si vende il corpo e l'anima a chi offre di più...
ne ho la nausea...non riesco a dormire...mastico un maalox...ma un anti acido non basterà...
giovedì 10 novembre 2011
domenica 23 ottobre 2011
Non c'è dolore più grande che sopravvivere ai propri figli
oggi sono morti due ragazzi giovani, un attore ed un campione di motociclismo...due ragazzi giovani, con tutta la vita davanti...da mamma penso al dolore dei loro genitori...non c'è dolore più grande che sopravvivere ai propri figli...penso alle vite spezzate, ai sogni infranti, ai progetti non più realizzabili...chissà quanti altri ragazzi, persone comuni, hanno perso la vita o la perderanno oggi...penso che è sacrosanto vivere ogni giorno della nostra vita come se fosse l'ultimo, prendendo di esso il bene eil male, vivendolo profondamente e con passione...perchè l'amore e la passione per quello che si fa sono il vero motore della vita...
pensando a tutto questo, mi sono ricordata di questa poesia che diceva sempre mia suocera ai miei figli...
pensando a tutto questo, mi sono ricordata di questa poesia che diceva sempre mia suocera ai miei figli...
Che cos'è una mamma
(di Francesco Pastonchi)
Rititì lo vuoi saper tu
Che cosa è una mamma?
Nessuno, nessuno dei bimbi lo sa.
Un bimbo nasce e …va.
Lo sanno, ma forse, ma tardi
quelli che non l’hanno più.
Rititì che pensi e mi guardi,
Rititì lo vuoi saper tu?
Una mamma è come un albero grande
che tutti i suoi frutti ti da:
per quanti gliene domandi
sempre uno ne troverà.
Ti da il frutto, il fiore, la foglia,
per te di tutto si spoglia,
anche i rami si taglierà.
Una mamma è come un albero grande
Una mamma è come una sorgente.
Più ne toglie acqua e più ne getta.
Nel suo fondo non vedi belletta:
sempre fresca, sempre lucente,
nell’ombra e nel sol è corrente.
Non sgorga che per dissetarti,
se arrivi ride, piange se parti.
Una mamma è come una sorgente.
Una mamma è come il mare.
Non c’è tesori che non nasconda,
continuamente con l’onda ti culla
e ti viene a baciare.
Con la ferita più profonda
non potrai farlo sanguinare,
subito ritorna ad azzurreggiare.
Una mamma è come il mare.
Una mamma è questo mistero:
tutto comprende tutto perdona,
tutto soffre, tutto dona,
non coglie fiore per la sua corona.
Puoi passare da lei come straniero,
puoi farle male in tutta la persona.
Ti dirà: "Buon cammino bel cavaliero!"
Una mamma è questo mistero.
mercoledì 5 ottobre 2011
Sono incazzata nera....
Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine.
Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati quindici omicidi e sessantatré reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male!
È la follia! È come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!".
Beh!, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!".
Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo, alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati quindici omicidi e sessantatré reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male!
È la follia! È come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!".
Beh!, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!".
Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo, alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
martedì 20 settembre 2011
La vita dignitosa al giorno d'oggi...non più un diritto ma un miraggio...
art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948
Oggi in Italia, in tutta Italia, con il Governo che ci ritroviamo, con la crisi incombente, con la recessione a livello mondiale, questi diritti inalienabili dell'individuo sono rispettati? C'è ancora qualcuno tra i nostri governanti che abbia a cuore, ma veramente e non solo a parole, il diritto di tutti ad una vita dignitosa? AHIME', NON CREDO...
...Io non la sopporto più questa situazione tutta italiana! Non sopporto più i partiti che parlano, parlano e ancora parlano mentre l'Italia cola a picco! Non sopporto più i finti indignati che hanno un atteggiamento attendista per vedere se, cmq, c'è una fetta di torta pure per loro!
Io di parole non ne ho più...ho una famiglia, una casa, una vita e soprattutto ho, abbiamo, il diritto al futuro...lo difenderò con le unghie e con i denti se necessario!
1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Oggi in Italia, in tutta Italia, con il Governo che ci ritroviamo, con la crisi incombente, con la recessione a livello mondiale, questi diritti inalienabili dell'individuo sono rispettati? C'è ancora qualcuno tra i nostri governanti che abbia a cuore, ma veramente e non solo a parole, il diritto di tutti ad una vita dignitosa? AHIME', NON CREDO...
...Io non la sopporto più questa situazione tutta italiana! Non sopporto più i partiti che parlano, parlano e ancora parlano mentre l'Italia cola a picco! Non sopporto più i finti indignati che hanno un atteggiamento attendista per vedere se, cmq, c'è una fetta di torta pure per loro!
Io di parole non ne ho più...ho una famiglia, una casa, una vita e soprattutto ho, abbiamo, il diritto al futuro...lo difenderò con le unghie e con i denti se necessario!
sabato 17 settembre 2011
Apriamo gli occhi! Sull'aumento dell'IVA non facciamoci fregare!!!
Cittadini e consumatori non facciamoci fregare dai commercianti furbetti!!!Nessun rincaro dovrà esserci per pane e latte, frutta e verdura, giornali, formaggi e latticini, legumi, mangimi e fertilizzanti, servizi di mensa aziendale e scolastica e per tutti i prodotti di largo consumo che hanno l'IVA al 4% e per quelli tassati al 10% come carne, pesce, uova, birra e acque minerali.
Subiranno, invece, il passaggio dell'IVA dal 20 al 21% :
- Televisori e prodotti per l'home entertainment
- Macchine fotografiche e videocamere
- Computer desktop, portatile, palmare e tablet
- Autocaravan, caravan e rimorchi
- Imbarcazioni, motori fuoribordo ed equipaggiamento barche
- Strumenti musicali - Giocattoli, giochi tradizionali ed elettronici
- Articoli sportivi
- Manifestazioni sportive e parchi divertimento
- Stabilimento balneare
- Piscine, palestre e altri servizi sportivi
- Articoli di cartoleria e cancelleria
- Pacchetti vacanza
- Automobili, ciclomotori e biciclette
- Trasferimento proprietà auto e moto
- Affitto garage, posti auto e noleggio mezzi di trasporto
- Pedaggi e parchimetri
- Apparecchi per la telefonia fissa, mobile e telefax
- Servizi di telefonia fissa, mobile e connessioni internet
- Tabacchi
- Abbigliamento e calzature
- Rasoi elettrici, taglia capelli, phon
- Articoli per la pulizia e per l'igiene personale
- Profumi e Cosmetici
- Gioielleria e orologeria
- Valigie e borse e altri accessori
- Servizi di parrucchiere
- Servizi legali e contabili
- Mobili e articoli per illuminazioni
- Biancheria e tessuti per la casa
- Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forno
- Piccoli elettrodomestici per la casa
- Piatti, stoviglie e utensili per la casa
- Detergenti e prodotti per la pulizia della casa
- Carburanti
- Caffè
- Bevande gassate, succhi di frutta e bevande analcoliche
- Liquori, superalcolici, aperitivi alcolici
- Vini e spumanti.
Per dettagli sui prodotti e servizi che NON aumentano leggi qui e qui
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aumento IVA,
Rete Rose Rosse
martedì 23 agosto 2011
...non dobbiamo sopravvire...dobbiamo fare la storia!!!
"Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. "Spacco pietre" rispose il primo. "Mi guadagno da vivere" rispose il secondo. "Partecipo alla costruzione di una cattedrale" disse il terzo." ...Le motivazioni, amici miei, aiutano gli uomini a fare la storia...non a sopravvivere ma a fare la storia!!!
giovedì 11 agosto 2011
Se le crisi globale dovesse continuare ad aggravarsi il libro "Vivere senza soldi" sarà più venduto e più letto della Bibbia!!!
I soldi, ormai, non ci servono più solo per vivere...ci servono i soldi perchè i soldi sono un segno di prestigio, ci servono i soldi perchè senza non sei nessuno, ci servono i soldi per corrompere i politici e trovare lavoro, ci servono i soldi per comprare extasy o cocaina con cui sballarci, ci servono i soldi perchè solo così ci sentiamo rispettati...E poi ci sono le banche che esistono in quanto esistono i soldi, le industrie, gli imprenditori, le finanziarie, che comprano e vendono coi soldi, i ministri, i sindacati, le fondazioni, i consorzi, che intanto esistono perchè esistono i soldi...
Insomma, siamo ossessionati dall'idea che che senza soldi non si possa vivere!
Eppure, in Germania, nel 1996, una donna decise di cambiare drasticamente il proprio stile di vita e provare a vedere se fosse possibile vivere senza soldi.
Questa donna, Heidemarie Schwermer, psicologa specializzata in pedagogia, era anche abbastanza ricca, ma decise di vendere tutto ciò che era in suo possesso, distribuì i ricavi tra i figli e volle rimanere senza niente.
Fu così che, nel 1996, Heldemarie fondò con altri amici l’associazione Dortmunt, un centro di baratto dove si organizzano scambi di attività e competenze varie. Ognuno fa ciò che sa fare e riceve dagli altri servizi a cui possono accedere, la preparazione di un pasto, la riparazione di un auto, un taglio di capelli o lezioni per i figli. In tal modo, tutti ottengono quello che necessitano senza sforzo, e facendo ciò che loro piace. Per questo motivo Heldemarie si considera davvero felice, adesso che non possiede niente di materiale ma ha la libertà di disporre della totalità del suo tempo libero. E non è poco. Questa pratica, sottolinea la creatrice, ha l’effetto positivo di aumentare la fiducia in se stessi e l’autostima, permettendo che ciascuno offra ciò che sa fare, ed evitando l’alienazione prodotta da un lavoro che non motiva né con cui non ci si identifica. E’ un sistema basato sulla fiducia reciproca e sulla solidarietà, che rompe il convenzionale “hai quello che vali”.
L'esperienza del centro di baratto è raccontata nel libro “Vivere senza soldi” e dimostra che un’alternativa al nostro sistema economico è possibile, anche se il caso di Heidemarie è rimasto un caso isolato.
Tuttavia, credo che un'occhiata a questo libro sia opportuno darla... non si sa mai, magari ci potrebbe rimanere utile nel caso malaugurato in cui Tremonti e Berlusconi ci levassero pure gli ultimi euro del porcellino salvadanaio!!!
Insomma, siamo ossessionati dall'idea che che senza soldi non si possa vivere!
Eppure, in Germania, nel 1996, una donna decise di cambiare drasticamente il proprio stile di vita e provare a vedere se fosse possibile vivere senza soldi.
Questa donna, Heidemarie Schwermer, psicologa specializzata in pedagogia, era anche abbastanza ricca, ma decise di vendere tutto ciò che era in suo possesso, distribuì i ricavi tra i figli e volle rimanere senza niente.
Fu così che, nel 1996, Heldemarie fondò con altri amici l’associazione Dortmunt, un centro di baratto dove si organizzano scambi di attività e competenze varie. Ognuno fa ciò che sa fare e riceve dagli altri servizi a cui possono accedere, la preparazione di un pasto, la riparazione di un auto, un taglio di capelli o lezioni per i figli. In tal modo, tutti ottengono quello che necessitano senza sforzo, e facendo ciò che loro piace. Per questo motivo Heldemarie si considera davvero felice, adesso che non possiede niente di materiale ma ha la libertà di disporre della totalità del suo tempo libero. E non è poco. Questa pratica, sottolinea la creatrice, ha l’effetto positivo di aumentare la fiducia in se stessi e l’autostima, permettendo che ciascuno offra ciò che sa fare, ed evitando l’alienazione prodotta da un lavoro che non motiva né con cui non ci si identifica. E’ un sistema basato sulla fiducia reciproca e sulla solidarietà, che rompe il convenzionale “hai quello che vali”.
L'esperienza del centro di baratto è raccontata nel libro “Vivere senza soldi” e dimostra che un’alternativa al nostro sistema economico è possibile, anche se il caso di Heidemarie è rimasto un caso isolato.
Tuttavia, credo che un'occhiata a questo libro sia opportuno darla... non si sa mai, magari ci potrebbe rimanere utile nel caso malaugurato in cui Tremonti e Berlusconi ci levassero pure gli ultimi euro del porcellino salvadanaio!!!
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