mercoledì 13 ottobre 2010

Bibi Aisha, una donna vittima della follia dei talebani

Quando ha ricevuto l'Enduring Heart Award dalle mani di Mary Shriver, moglie del governatore Arnold Schwarzenegger ed esponente del clan dei Kennedy, sfoggiava un sorriso smagliante, ma soprattutto un naso nuovo, anche se ancora un protesi. Protagonista è Bibi Aisha, la 18enne a cui il marito ha tagliato il naso.

A 16 anni, Aisha è stata costretta dal padre a sposare un talebano, spesso assente, ma la famiglia del marito la trattava "come una schiava", come lei stessa ha detto, oltre a farla a dormire in una stalla con gli animali. Ha provato così a scappare, ma, scoperta, è stata condannata da un giudice talebano all'amputazione di naso e orecchie. Ad eseguire la condanna, lo stesso marito, che l'ha poi abbandonata sulle montagne del sud dell'Afghanistan, dove è stata ritrovata in fin di vita e trasferita a Kabul, grazie all'associazione Women for Afghan Women.


Alla ragazza, il Time dedicò una copertina e ora ha ricevuto il premio, l'Enduring Heart Award appunto, che la fondazione Grossman Burn consegna alle donne coraggiose vittime della barbarie umana. E sarà proprio la fondazione californiana a finanziare l'operazione al naso. Come tutti, la fondazione californiana è stato scioccata dalla copertina di Time Magazine con il viso sfigurato della ragazza, che ha tentato di scappare dal marito talebano. Alla Shriver Aisha ha risposto con un sentito "thank you so much", grazie mille, consapevole che nei prossimi mesi per lei la vita cambierà completamente. <
Glielo auguriamo!!!

La barzelletta del giorno



L'intelligenza e' come la biancheria intima:
tutti dovremmo portarla, nessuno dovrebbe mostrarla.

I provocatori

Negli ultimi giorni mi è capitato spesso di confrontarmi con persone che mi sembrava provassero un piacere, addirittura fisico direi, nel contraddirmi, nell’attaccarmi, nel volermi sopraffare anche ad alta voce…

Mi sono chiesta, allora, ed ho cercato risposte nella letteratura psicologica e psichiatrica a riguardo, ma chi sono veramente questi provocatori?

Secondo la psicologia si tratta di persone che apparentemente fanno di tutto per innervosire gli altri: con un'aggressione verbale, un'opinione contraria o un modo di vestire fastidioso.

Si tratta spesso di individui che cercano solo di indurre nell'altro una reazione, cercano un'attenzione che diversamente pensano di non potere avere. Provocare, del resto, è il tentativo di innescare un dialogo, anche se con mezzi irritanti. La provocazione, comunque, è un'azione che può nascondere profondi disagi.

Il provocatore teme l'indifferenza più di tutto. Destabilizzare gli altri gli permette di porsi al centro. Secondo numerosi psichiatri i provocatori sono persone cui, da bambini, è mancata l'attenzione dei genitori o che hanno avuto un'educazione troppo repressiva e che, una volta adulti, cercano nello sguardo degli altri l'interesse che è stato negato loro nell'infanzia.

Vogliono, dunque, restare eterni adolescenti perché l'adolescenza è il momento in cui l'individuo si definisce, staccandosi dai genitori ed è quindi normale che ci si opponga, si provochi, per costruire se stessi e diventare adulti.

Ma c'è chi non esce mai dalla fasce adolescenziale e continua ad aggredire!

I provocatori sono persone che, se si sentono a disagio, parlano a sproposito, stuzzicano, rispondono male. Insomma, fanno uscire dai gangheri chi hanno di fronte!

In questo modo mascherano la loro insicurezza. I provocatori non si interrogano su di sé, non hanno opinioni particolari. Piuttosto che interrogarsi su ciò che essi stessi sono, su ciò che pensano, si appoggiano sul già detto e si riprendono le opinioni degli altri, ribaltandole.

In virtù di tutto ciò, cosa fare quando si ha di fronte un provocatore?

Sicuramente non bisogna fare il suo gioco: prenderlo di petto significherebbe dare adito alla sua aggressività. Nell'immediato, meglio lasciare cadere le sue affermazioni, prenderle con humor e ritornarci sopra in seguito, quando i toni si sono smorzati. Nei casi estremi essere d'accordo con chi aggredisce può essere il mezzo più adatto per disarcionarlo.

In generale, la cosa migliore è non rispondere, andarsene, lasciare il provocatore da solo.

Nelle ultime due volte che mi è capitato, ho sicuramente sbagliato ad accettare la sfida, ho provato ad ascoltare le loro ragioni, ed ho sbagliato.

La prossima volta un bel vaffanculo e la cosa si chiude lì!

martedì 12 ottobre 2010

La barzelletta del giorno

Ad un comizio politico arriva Bossi, e la folla urlante:
- Bossi, Bossi, Bossi.
Bossi comincia il comizio:
- Amici della lega....
- Bossi, Bossi, Bossi....
- Camicie Verdi !!
- Bossi, Bossi, Bossi.
- Vi devo dare una notizia terribile !!
- Bossi, Bossi, Bossi.
- Tra di noi c'e' uno stronzo !!
- Bossi, Bossi, Bossi.

Pubblicato il rapporto 2009 sulle pari opportunità tra uomini e donne («gender gap») stilato dal World Economic Forum

Nel rapporto 2009 sulle pari opportunità tra uomini e donne («gender gap») stilato dal World Economic Forum, l'Italia è scesa dalla 67esima allla 72esima posizione,superata da Vietnam, Romania e Paraguay e preceduta di poco dalla Tanzania...e ch'avimma dicere cchiù: chest'è!!!

Al primo posto si piazza l'Islanda (quarta nel 2008), davanti a Finlandia, Norvegia e Svezia. Seguono Nuova Zelanda, Sudafrica, Danimarca e Irlanda. Sorprendente il Lesotho al decimo posto (dal 16esimo), davanti a tutti i big europei: la Germania è 12esima, il Regno Unito 15esimo (entrambi in leggero calo), la Spagna 17esima e la Francia 18esima. Agli ultimi posti nel Vecchio Continente Repubblica Ceca (74esima) e Grecia (86esima). Il rapporto assegna poi il 31esimo posto gli Usa, in discesa di 3posizioni e il 75esimo al Giappone.

Il testo completo del Rapporto (in inglese) è disponibile qui

lunedì 11 ottobre 2010

La barzelletta del giorno


"Tiziano Ferro è gay. E allora?

Cosa dovremmo dire del fatto che Silvio Berlusconi è Presidente del Consiglio???"